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Accademia Musicale
G. Marziali

Gaetano MarzialiUn' eredità da coltivare

La presenza operosa del maestro Gaetano Marziali per oltre 40 anni nella nostra Seveso, è stata senz' altro importante.

Nella veste ora di compositore, ora di direttore e di insegnante egli rappresentò il musicista partecipe della realtà sociale del suo tempo e l' animatore del fermento culturale che la sua intensa attività musicale ben documenta.

Insegnò musica nella Scuola dell' obbligo (alcuni Sevesini ne serbano ancora un vivo ricordo) e presso il seminario arcivescovile di S. Pietro martire, diresse la Schola Cantorum della Prepositurale e il Corpo musicale "S. Cecilia" e fu anche organista della Parrocchia.

Questa intensa attività didattica e direttoriale stimolò il fondamentale e principale interesse del musicista: la composizione.

Il Marziali compose sia musica sacra che profana.

La maggior parte delle musiche sacre sono creazioni "ad hoc", composte per il bisogno di celebrare in modo adeguato le feste liturgiche, oppure per omaggiare un' insigne personalità ecclesiastica o per offrire in segno di amicizia ad una corale o ad una banda.

Esempi di questo genere sono: la Messa Pastorale (I905) per il S. Natale, il Mottetto per i SS. Gervaso e Protaso (I912), l' Ecce Sacerdos (1941) dedicate all'allora Mons. Carlo Confalonieri Arcivescovo di Aquila, l' Ait Dominus (I904) dedicato alle Scholae Cantorum dei seminari diocesani, il Magnificat, l' Ave Maria... e molti altri.
Il più importante tra i lavori sacri è sicuramente il Trionfo della Croce, una cantata per soli, coro e pianoforte di grande intensità emotiva, che esalta nell' adorazione della croce di Cristo la potenza trionfatrice della vita che risorge, sconfiggendo la morte.

Le composizioni profane risentono dell' influenza delle correnti artistiche e della situazione politica particolare: tuttavia, dal punto di vista della scrittura musicale, taluni lavori conservano una loro dignità ed un certo gusto nel fraseggio.

A questo tipo di composizioni appartengono: Raid Roma-Parigi (I921), Inno al Sommo Pontefice, Canzone di Gloria (1929), Erano mille Eroi (I916), Coro del Carmagnola, tutti per soli, coro e pianoforte.
Gli unici canti per sole voci sono Barcarola (I905) e Il Lavoro (I9I9) per tre voci pari.
Scritti per pianoforte solo sono : Sorrisi Briantei (valzer) e Bell' Ombra (mazurca) editi da Ricordi.
La ricerca delle musiche per banda ha recuperato tre sole composizioni, nate anch'esse in occasioni determinate: Marcia 28 Ottobre, Omaggio a Binzago, Marcia Funebre.
Se originariamente queste opere furono scritte per banda molte altre, invece, nate per coro e organo o pianoforte, furono successivamente trascritte per banda.
Molte opere di cui possediamo lo spartito per coro e organo o pianoforte, originariamente furono composte per coro e banda e solo successivamente ridotte dal maestro per facilitarne l' esecuzione.

Composto espressamente per coro e banda è l' inno Pange Lingua da cantare e suonare camminando durante la processione, come scrive di suo pugno il maestro sotto il titolo; è questo un pezzo molto caro ai Sevesini, che ricordano di averlo eseguito molti anni fa per le vie della nostra città.

La produzione artistica del Maestro Marziali culmina con il suo più grande lavoro: I Saturnali, un poema lirico in tre atti per soli, coro e orchestra, rappresentato con successo nel 1930.
Con questo melodramma, che si rifà ai poemi epici, l' autore riconferma l' importanza del Cristianesimo nella sua vita di uomo e di artista.
L' opera I Saturnali nacque dopo una sofferta e lunga meditazione e nella piena maturità umana ed artistica dell' autore.
In essa il Marziali mostra di possedere una notevole tecnica compositiva, scaltrita dall' esperienza acquisita in tanti anni di lavoro con gli esecutori delle bande e dei cori. Egli, infatti, poteva immediatamente verificare la qualità delle sue composizioni, facendole eseguire dai complessi vocali e strumentali da lui diretti; ciò gli permetteva di affinare la comunicativa, rendendola a volte così intensa da essere viscerale, a volte così semplice da essere ingenua, ma pur sempre immediata all' ascolto.

Noi oggi siamo debitori al maestro Gaetano Marziali della vita spesa per far musica, per farla conoscere e amare, attraverso forme consone alle capacità e alla realtà sociale in cui visse.

Il suo grande impegno ha creato un' eredità che dobbiamo coltivare e perfezionare attraverso l' attività musicale dei nostri cori, delle nostre bande e della nostra Accademia Musicale, a lui intitolata.

Questo impegno è la nostra risposta alla sua testimonianza di uomo e di musicista.

(Luigi Zanardi)

 

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